EUROPEI DI PRAGA 1978: L’APICE DI VENANZIO ORTIS

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L’arrivo di Ortis nei 5000 metri – da aldorossi.altervista.org

La carriera internazionale di Venanzio Ortis ha conosciuto un bagliore di gloria unico… ma che bagliore!

Siamo a Praga, città scossa da fermenti democratici, per gli Europei di atletica leggera del 1978. L’Italia illustra al mondo due fenomeni, Pietro Mennea il barlettano che corre con la velocità di una saetta, e Sara Simeoni la veronese che salta con l’eleganza di un fenicottero. Ma il contorno della spedizione tricolore ha altri talenti su cui fare affidamento per le medaglie.

Il mezzofondo nostrano ha tradizione e per 5000 e 10000 metri si punta su un giovanotto di belle speranze, il friulano di Paluzza – il paese natale di Manuela Di Centa e del fratello Giorgio – Venanzio Ortis, che ha già in curriculum un paio di titoli italiani sulle due distanze ed è primatista dei 5000 metri col tempo di 13minuti 20secondi 80centesimi.

Il 28 agosto ventiquattro concorrenti si presentano al via dei 10000 metri, gara di apertura della principale kermesse continentale. Il finlandese Martti Vainio è il logico favorito di una prova che non ha riscontri in batteria, Ortis si incolla alle sue calcagne e compie un prodigio chiudendo secondo col tempo di 27minuti 31secondi 48centesimi, nuovo record italiano, anticipando di un soffio il sovietico Antipovas, specialista in corsa campestre.

Due giorni dopo l’atleta friulano si cimenta nella doppia distanza, correndo nella terza batteria a fianco del sovietico Fedotkin, dello svizzero Ryffel e dell’irlandese Tracy. Col tempo di 13minuti 26secondi 67centesimi è terzo, quanto basta per qualificarsi alla finale prevista per il 2 settembre. Il solito Vainio e il portoghese Mamede, che in seguito avrà sprazzi di grande classe, sono pretendenti autorevoli al titolo ma se il finnico chiude solo sesto, il lusitano affonda in quindicesima posizione. E così dopo una gara estremamente tattica che coinvolge i migliori, sul rettilineo d’arrivo si giunge compatti e proprio il terzetto di avversari che aveva brillato in batteria accompagna Ortis nello sprint vincente. Venanzio, pettorale numero 192, con il tempo di 13minuti 28secondi 52centesimi taglia il traguardo a braccia alzate rimontando ed anticipando di otto centesimi Ryffel, che termina appaiato a Fedotkin al secondo posto, con Tracy deluso che resta invece ai piedi del podio: “straordinario“, come invoca la voce dell’indimenticato Paolo Rosi in diretta Rai TV.

Per Ortis è l’apice di una carriera che conoscerà troppi infortuni e si chiuderà definitivamente nel 1983. Ma quell’estate del 1978 appartiene per sempre all’albo d’oro dell’atletica italiana… e Venanzio Ortis ha un posto speciale, accanto ai fenomeni.

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