OLIMPIADI DI GRENOBLE 1968, QUANDO NONES BATTE’ GLI SCANDINAVI

Nones
Franco Nones nella gara olimpica della 30 km – da corriere.it

Una carriera agonistica può inserirsi nella storia dello sport anche in virtù di un’impresa isolata. E’ quel che successe a Franco Nones, la cui parabola a cinque cerchi conobbe un unico, straordinario momento di gloria.

Siamo a Grenoble per le Olimpiadi invernali del 1968, più precisamente nella località di Autrans, e l’azzurro, nel pieno della maturità atletica e sull’onda lunga della medaglia di bronzo conquistata in staffetta due anni prima ai Mondiali di Oslo, disegna il capolavoro che lo elegge tra gli immortali dello sci nordico.

Il ventisettenne di Castello di Fiemme, terzo degli otto figli di Caterina e Lodovico, con buoni trascorsi da ciclista in età adolescenziale, si presenta al cancelletto di partenza della 30 chilometri con l’ambizione di ben figurare, anche se la medaglia appare un’illusione remota. Lo sci di fondo è da sempre territorio di caccia degli scandinavi; Norvegia, Finlandia e Svezia non hanno mai concesso opportunità di inserimento ad altri pretendenti anche se negli ultimi tempi l’Unione Sovietica ha cominciato a disturbarne il dominio. Il finnico Eero Mäntyranta, il fenomeno dell’epoca, è il favorito d’obbligo della distanza, in virtù della tripletta d’oro ai Mondiali di Zapokane 1962, alle Olimpiadi di Innsbruck 1964 e ancora nella kermesse planetaria di Oslo 1966. Il giovane svedese Larsson, che sarà terzo nella 15 chilometri, il norvegese Eggen – che proprio a Oslo si è messo al collo tre ori – e il connazionale Gronningen, che ha già in bacheca tre argenti olimpici, sono gli altri avversari che hanno nel mirino la vittoria.

I concorrenti si trovano a dover percorrere un anello di 10 chilometri da ripetere tre volte e Nones, in smaglianti condizioni di forma nella prova di apertura dello sci nordico, si avvia col suo pettorale numero 26 con eleganza, compostezza e decisione. Raggiunge Larsson ed Eggen partiti prima di lui e già dopo pochi chilometri si ha la sensazione che siamo spettatori di una vicenda sportiva sorprendente ma memorabile per i colori azzurri. La sfida è tra l’italiano, che vola in discesa ed è già in testa al primo passaggio, e il finlandese Mäntyranta, che parte in sordina ma torna sotto con una rimonta furiosa che lo vede transitare al secondo passaggio sul traguardo, ai 20 chilometri, con un distacco esiguo di 4secondi.

Davide contro Golia, Ettore contro Achille, ovvero l’uomo contro un dio… insomma, la battaglia ha i contorni dell’epica e dopo la rincorsa il finlandese conosce la fatica e l’inseguimento non si completa. Nones gioca di testa, non accusa flessioni e a conclusione di un percorso impeccabile chiude in trionfo. Il norvegese Martinsen emerge dalle retrovie e si piazza secondo, con un disavanzo di 49secondi, Mäntyranta perde l’argento e deve accontentarsi del bronzo, ad oltre 1minuto, quinto è Giulio De Florian, che ai Mondiali di Zakopane del 1962 era stato il pioniere tricolore su un podio iridato.

Ma la vetrina olimpica, e la gloria perpetua, appartengono a Franco Nones, che quel 6 febbraio 1968 sale sul trono riservato agli scandinavi ed apre una strada che solo molti anni dopo, con quel fenomeno di scricciolo che risponderà al nome di Stefania Belmondo, l’Italia sarà in grado di replicare.

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