1983/1984: IL CAMPIONATO DELLA STELLA DI BOLOGNA

La Granarolo Bologna 1983/1984 - da virtus.it
La Granarolo Bologna 1983/1984 – da virtus.it

Se cito – inderogabilmente in ordine alfabetico – Bonamico, Brunamonti, Rolle, Van Breda Kolff e Villalta, la memoria dell’appassionato non può palesare incertezza: stiamo parlando del quintetto base delle “V nere” che per la stagione 1983/1984 assicurò la stella, ovvero il decimo tricolore, alla Virtus Bologna, quell’anno col nuovo marchio Latte Granarolo Felsinea.

E’ l’era d’oro del basket virtussino, quella con Alberto Bucci – bolognese fino al midollo – in panchina ed un manipolo di campioni che appartengono al gotha della pallacanestro italiana: di più, hanno un posto riservato nel cuore di tutti gli amanti dello sport con la palla a spicchi. E’ l’era del prodotto bianco-rosso-verde che si esporta in giro per l’Europa e produce frutti copiosi – oro per nazionali a Nantes e un buon numero di coppe continentali -. E’ l’era del limite dei due stranieri per squadra, quasi sempre americani… insomma, è l’ora di un basket che ormai non esiste più.

L’ossatura della Granarolo Bologna per la stagione 1983/1984 è consolidata. Renato Villalta è il capitano nonchè il miglior realizzatore con 17.3 punti di media a partita, grazie ad un tiro in sospensione letale; Roberto Brunamonti è il leader in costruzione di gioco, con accelerazioni improvvise e buoni numeri al tiro; Marco Bonamico è l’altro azzurro con particolare propensione offensiva ed eccellenti qualità atletiche; Elvis Rolle è il pivot, indispensabile punto di riferimento sotto i tabelloni; la nuova recluta, l’americano con sangue olandese nelle vene Jon Van Breda Kolff, va a colmare il vuoto lasciato in estate da Zam Frederick, cannoniere delle annate precedenti. Completano l’organico un giovanissimo ma già determinante Augusto “Gus” Binelli, Domenico Fantin, Matteo Lanza e Piero Valenti. Il tutto sotto la sapiente regia, appunto, di Alberto Bucci, in arrivo da Fabriano, che con l‘assistenza di un giovane Ettore Messina riporterà lo scudetto all’ombra delle Due Torri al primo tentativo, col corollario della Coppa Italia.

Alberto Bucci e Vam Breda Kolff - da it.wikipedia.org
Alberto Bucci e Vam Breda Kolff – da it.wikipedia.org

Le trenta giornate di stagione regolare si risolvono nel segno dell’altra grande d’Italia, la Simac Milano del triumvirato Dan Peterson, Meneghin e D’Antoni, che chiude nettamente in testa con un bilancio di 25 vittorie/5sconfitte. La Granarolo Bologna è al secondo posto, al pari della Berloni Torino, con 22 vittorie/8 sconfitte, in virtù di un ruolino di marcia immacolato al palazzetto di Piazza Azzarita ma pure di qualche inciampo di troppo in trasferta. Quarta è Cantù, altra big dell’epoca, ed è proprio questo poker di formazioni a confrontarsi ai play-off per il titolo.

In semifinale Milano batte Cantù 91-85 e 85-79, Bologna ha la meglio di Torino 81-73 e 87-81 e così, all’appuntamento che assegna lo scudetto, arrivano le due grandi rivali. Si gioca al meglio delle tre partite, con Milano che ha il fattore campo favorevole ma non lo sfrutta. In gara-1 Bologna disegna pallacanetsro come meglio non potrebbe, colpisce con precisione chirurgica dalla distanza con l’eccellente Villalta (24 punti) ben coadiuvato da un ottimo Fantin e sbanca San Siro, 86-82. Sembra fatta per i ragazzi di coach Bucci, perchè violare la fortezza pressochè inespugnabile della Virtus sembra impresa proibitiva anche per uno squadrone come la Simac. Invece, nonostante l’uscita per falli di Meneghin che viene espulso lasciando il parquet di gioco, i… meneghini vincono grazie a D’Antoni e un sorprendente Franco Boselli, riportando a proprio vantaggio il fattore campo.

La sfida decisiva va in scena il 29 maggio 1984, al solito in un impianto di San Siro gremito in ogni ordine di posto. Meneghin non è della partita, squalificato tre turni per la bagarre di gara-2, Milano e Bologna lottano punto a punto e sono gli ultimi, palpitanti secondi a risolvere la vicenda agonistica. Bariviera va in lunetta sul -1 Simac, sbaglia entrambi i tiri e sulla rimessa Brunamonti vola a canestro a firmare il definitivo 77/74 che cuce la stella sul petto delle V nere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...