1955/1956: LA FIORENTINA DEL PRIMO SCUDETTO

La Fiorentina campione d'Italia 1955/1956 - da it.wikipedia.org
La Fiorentina campione d’Italia 1955/1956 – da it.wikipedia.org

Dalle parti di Piazza della Signoria il calcio è vissuto con passione primordiale ma anche in misura proporzionale a quel che rappresenta: ne hanno ben donde, gli amici fiorentini, che possono consolarsi nonostante una bacheca non stracolma di coppe. Ma la Fiorentina che vinse il primo scudetto nel campionato 1955/1956 ha inciso in maniera profonda l’anima sportiva di una città che un altro calcio, storico, tradizionale, esporta da secoli tra i suoi simboli più conosciuti.

Per raccontare quell’annata straordinaria bisogna tornare indietro al 1951 quando l’imprenditore tessile pratese Enrico Befani, abile uomo d’affari, rileva la società e la stagione successiva affida la guida di una squadra già competitiva a Fulvio Bernardini. “Fuffo“, così come viene affettuosamente chiamato l’ex grande calciatore di Lazio, Roma e Inter, conosce il gioco del pallone come pochi altri e dopo un paio di campionati di apprendistato subito a ridosso delle grandi di sempre, Inter, Juventus e Milan, è pronto a sferrare l’attacco al titolo.

L’organico, che già comprende giocatori di valore assoluto come il portiere Giuliano Sarti, i difensori Magnini, Cervato e Orzan, il leggendario capitano Francesco Rosetta, il centrocampista Chiappella che in quanto a saggezza tattica non è secondo a nessuno, Segato, Gratton, Maurilio Prini e un attaccante di caratura come “Pecos Bill” Virgili, viene rinforzato da due acquisti tra i più azzeccati della storia gigliata: il brasiliano Julinho e l’argentino Montuori, coppia talmente ben assortita che ancor oggi viene ricordata come tra le più forti di sempre.

Miguel Montuori - da it.wikipedia.org
Miguel Montuori – da it.wikipedia.org

Il Milan ha il tricolore sulle maglie, ed anche per il campionato 1955/1956 sarà il più valido avversario della Fiorentina, se di avversario si può parlare di una squadra che chiuderà con dodici punti di distacco; ma è l’Inter a comandare la classifica per le prime sei giornate. I viola debuttano con un pareggio non troppo soddisfacente sul campo della Pro Patria, 2-2 nonostante il doppio vantaggio di Virgili e Julinho, travolgono la Juventus 4-0 a Torino, non vanno oltre lo 0-0 casalingo proprio con i nerazzurri, ma al settimo turno in virtù dell’1-1 a Vicenza agganciano la testa della graduatoria, per la concomitante sconfitta dell’Inter con la Sampdoria. E non la lasceranno più. Sette giorni ancora, 2-0 al Torino con doppietta di Miguel Montuori, e la Fiorentina è sola al comando.

Inizia qui una cavalcata fantastica, come forse solo la Juventus del quinquennio e il Grande Torino che perirà a Superga furono in precedenza capaci di fare. L’agilità tra i pali di Sarti, la compattezza della cerniera difensiva, i tackle azzardosi ma spesso vincenti di Chiappella, le serpentine incontenibili di Julinho all’ala destra, la destrezza in attacco di Montuori, la vena da goleador di Virgili: il prodotto, sotto la sapiente regia dalla panchina di Bernardini, diventa un modello calcistico che incanta l’Italia del pallone.

Al giro di boa la Fiorentina ha cinque punti di vantaggio sul Milan, sconfitto a San Siro nello scontro diretto 2-0 con reti di Montuori e Virgili nello spazio di un minuto; anche l’Inter cede davanti al pubblico amico, 3-1 alla ventunesima giornata, e la sera il campionato può dirsi già saldamente ipotecato dai viola. Manca il suggello della prestazione da incorniciare, ed è ciò che avviene allo Stadio Comunale alla ventisettesima giornata, una doppietta di Virgili e una rete di Prini firmano il 3-0 al Milan che si scuce definitivamente lo scudetto dal petto.

La matematica è quel che necessita per comparire in un albo d’oro che attende solo il nome dei ragazzi di Bernardini. E’ il 6 maggio 1956, la Fiorentina gioca a Trieste e l’1-1 siglato da Julinho e Brighenti consegna il titolo, il primo di una storia che ne conoscerà solo un altro tredici anni dopo, non solo alla squadra ma alla città di Firenze intera. Solo per le statistiche la cavalcata della Fiorentina conosce l’onta di una sola sconfitta, all’ultima sfida con il Genoa, 3-1 esterno, Virgili è il miglior marcatore della squadra con 21 reti, Gratton e Segato i più impiegati con 34 presenze, in classifica Fiorentina 53 punti contro i 41 punti del Milan.

E così la bandiera bianco-rosso-verde sventolò accanto a quella viola sul pennone più alto di Piazza della Signoria.

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