LEONARDO DAVID, QUANDO LA DEA BENDATA SI DIMENTICO’ DEL SUO CAMPIONE

Leonardo David - da curiosando708090.altervista.org
Leonardo David – da curiosando708090.altervista.org

Quella che sto per raccontarvi non è una storia a lieto fine, al contrario. Narra del giorno in cui la dea bendata, sempre propensa ad assistere i meritevoli, si dimenticò del suo campione e per lo sventurato fu la fine.

Si chiamava Leonardo David, quel campione, e di mestiere faceva lo sciatore. Lo faceva con tale perizia tecnica e disciplina tattica che i giornalisti dell’epoca, con smisurato trasporto ma anche con valide argomentazioni, già lo indicavano come “il nuovo Gustavo Thoeni“. Siamo infatti alla fine degli anni Settanta, quando ormai la stella del fuoriclasse di Trafoi si sta eclissando, ma sulla scena è già apparso il suo erede naturale. David è un classe 1960, valdostano di Gressoney La Trinitè , ed ha così tanto talento che ha già bruciato le tappe. Neppure diciassettenne si è piazzato sul podio ai campionati italiani – argento in combinata e bronzo in discesa libera – e all’alba della maggiore età, nel 1978, vince la Coppa Europa trionfando nella classifica di slalom speciale, a certificare una polivalenza atta in futuro a permettergli di competere ai massimi livelli del Circo Bianco.

Gli esordi in Coppa del Mondo sono in linea con le aspettative. Nel gigante di Schladming con cui si apre la corsa alla sfera di cristallo 1978/1979 è terzo dietro all’imbattibile Stenmark e allo svizzero Luescher, podio che David bissa anche tra le porte strette dello slalom a Kranjska Gora, alle spalle ovviamente del solito Stenmark e di Paul Frommelt. La classe non è acqua e prima della conclusione di una stagione che lo vedrà chiudere in classifica generale in undicesima posizione, giunge secondo a Jasna e conquista la sua prima vittoria nello slalom di Oslo sopravanzando, questa volta sì, proprio Stenmark e l’americano Phile Mahre, due che qualche pagina della storia dello sci mondiale l’hanno scritta.

Sembra l’abbrivio di una carriera da predestinato ma… ma la dea bendata, ahimè, non lavora come si dovrebbe e la tragedia è in agguato. David si cimenta anche in discesa libera e il 3 marzo 1979, nell’ultima prova stagionale sulla pista di Lake Placid che l’anno dopo ospiterà le Olimpiadi, già vittima di un capitombolo ai campionati nazionali di Cortina qualche tempo prima, cade a pochi metri dal traguardo. Si rialza, oltrepassa la linea d’arrivo per poi crollare in preda ad un trauma cranico. Quel che succede poi è solo buio, il pronto intervento non scongiura il coma, David non riprenderà mai più conoscenza nonostante le cure, per spengersi, definitivamente, il 26 febbraio 1985.

Il suo bel volto di ragazzo pulito e pieno di vita ora siede accanto agli Dei perchè lassù, nell’alto dei cieli, questi gli eroi li vogliono presto accanto a loro. E David eroe lo è stato davvero, anche se per poco, fino a quando la dea bendata non ha cambiato mestiere e si è dimenticata di lui.

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