CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 1982, L’ANNO DI KEKE ROSBERG

Keke Rosberg in azione - da formula1.com
Keke Rosberg in azione – da formula1.com

Da un paio d’anni a questa parte Nico Rosberg è il più accreditato rivale del britannico Hamilton nella corsa al titolo di campione del mondo di Formula 1. Giova però ricordare che buon sangue non mente, se è vero che il talentuoso finlandese altri non è che il figlio di Keke, lui sì, che un campionato del mondo lo vinse, nel 1982.

Dopo quattro anni trascorsi in coda al gruppo alla guida di monoposto con pochi denari ed ancor meno ambizioni come Theodore, Wolf, Ats e Fittipaldi con cui collezionò nel globale la miseria di sei punti, a fine 1981 Rosberg senior ha l’opportunità di accasarsi alla Williams, non equipaggiata di motore turbo, chiamato dal patron Frank a sostituire Alan Jones, campione nel 1980. La nuova stagione si apre il 23 gennaio a Kyalami, in Sudafrica, dove Rosberg si avvia col settimo tempo in qualifica per poi chiudere in quinta posizione, sopravanzato nettamente dal compagno di scuderia Carlos Reutemann, che ricopre il ruolo di prima guida del team. Dopo due mesi di sosta si torna a gareggiare nel caldo infernale di Jacarepaguà, in Brasile, e dopo la polemica per la questione superlicenze in Sudafrica, stavolta il motivo del contendersi è la squalifica postuma dei primi due classificati, Piquet e proprio Rosberg, colpevoli di guidare monoposto non in regola con il peso minimo standard di 580 chili. La vittoria, un mese dopo, viene assegnata a Prost, già vincitore in Sudafrica con la Renault, che così dopo due gare si ritrova a condurre la graduatoria con 18 punti, ben sedici di vantaggio su Rosberg fermo a quota 2 punti.

Keke Rosberg- da sportincondotta.it
Keke Rosberg- da sportincondotta.it

Ma il 1982 sarà una stagione lunga, densa di episodi inattesi e tragici, che si giocherà sulla costanza di risultati e il buon Keke, sornione e affatto appariscente proprio come il suo carattere di vichingo, gioca di rimessa. Il circuito cittadino di Long Beach lo vede in difficoltà nelle prove del sabato dopo il miglior tempo del venerdì pomeriggio, ottavo nel giorno dell’unica pole-position in carriera di Andrea De Cesaris su Alfa Romeo. La corsa, si sa, è ovviamente un’altra cosa rispetto alle qualifiche e al termine di una prova tutta sostanza e dopo un duello entusiasmante con Villeneuve, Rosberg sale sul podio in seconda posizione e riduce a dieci punti il gap da Prost, costretto al ritiro per un testacoda.

Polemica per polemica si va a correre a Imola per il Gran Premio di San Marino senza le scuderie britanniche, Lotus, Brabham, Arrows e appunto Williams, che hanno aderito al boicottaggio proposto da Bernie Ecclestone, capo della FOCA, in merito alla sentenza del Tribunale della Federazione Internazionale dell’Automobile di squalificare Piquet e Rosberg per il Gran Premio del Sudafrica e far correre con i serbatoi pieni. La gara è falsata dalle assenze, le Renault di Arnoux e Prost dominano in prova davanti alle due Ferrari di Villeneuve e Pironi ma in gara sono costrette al ritiro ed è apoteosi del “Cavallino” con Pironi che anticipa Villeneuve dopo una lotta serrata. Sarà l’ultima esibizione mondiale del grande Gilles.

Pironi e Villeneuve a Imola - da formulapassion.it
Pironi e Villeneuve a Imola – da formulapassion.it

Sì, perchè il circuito belga di Zolder, dove si corre la quinta prova, è maledetto e nelle prove del sabato costa la vita al povero Villeneuve. Lo spettacolo, ahimè, deve andare avanti, le Renault ancora una volta fanno la voce grossa in qualifica ma nè Prost nè Arnoux portano a termine una gara in cui, per la prima volta in carriera, Rosberg resta in testa fino a due giri dal traguardo quando un errore lo vede costretto a cedere il primato a Watson che trionfa davanti al finlandese. A fine serata comunque Keke si trova a meno quattro da Prost in classifica generale e nella sua fantasia inizia a frullare il pensiero del titolo mondiale.

Il classico appuntamento col Gran Premio di Monaco a Montecarlo non porta però fortuna a Rosberg, che parte dalla terza fila, staziona a lungo in quinta posizione prima di ritirarsi a pochi giri dal termine per un guasto alle sospensioni. Vince Patrese, al primo successo in carriera, davanti all’unica Ferrari al via, quella di Pironi, che con i sei punti collezionati sale al terzo posto in classifica generale a quota 16, dietro a Prost e Watson e avanti di due punti a Rosberg, fermo a quota 14.

Si torna a correre negli Stati Uniti, a Detroit per l’esattezza, con l’ennesima pole-position di Prost ed una gara condizionata dagli incidenti. Quello che vede coinvolto De Angelis, Guerrero e Patrese obbliga alla sospensione per un principio di incendio sulla vettura del pilota della Brabham e ad una seconda partenza con somma dei tempi. Prost cede il comando della corsa a Rosberg ma il finlandese non riesce a contenere il ritorno di Watson alla guida di una McLaren in grande spolvero, che vince ancora allo scoccare delle due ore di corsa e balza in testa alla graduatoria con 26 punti, sei in più di Pironi, con Prost ormai piantato a quota 18 e Rosberg che insegue con 17 punti.

Con il Gran Premio del Canada a Montreal siamo al giro di boa della stagione, ed è un altro giorno drammatico per la morte di Riccardo Paletti a cui è fatale l’incidente al via con la sua Osella. Rosberg e Prost si ritirano ancora, l’uno per un problema al cambio, l’altro per la rottura del motore, torna al successo Piquet con la Brabham e Watson, con i quattro punti del terzo posto, allunga in classifica su Pironi che non va oltre un deludente nono posto.

Quello del 1982 è dunque un campionato del mondo apertissimo, in virtù di un generale livellamento di valori inusuale ai tempi nostri quando la vetrina è riservata a poche monoposto. Watson è leader con la McLaren che relega a ruolo di comprimario Niki Lauda, le Renault sono velocissime ma altrettanto inaffidabili in gara, Piquet e Patrese hanno vinto entrambi con la Brabham, le Ferrari conoscono un anno drammatico ma sono competitive, così come la Williams di Rosberg, c’è gloria pure per la Tyrrell di Alboreto e addirittura l’Alfa Romeo di De Cesaris, le bellissime Lotus giallonere di Mansell e De Angelis vanno a punti con buona regolarità, anche le Ligier di Cheever e Laffite si fanno rispettare, l’inglese Warwick con la Toleman ha sprazzi di gran classe.

A Zandvoort, in Olanda, si corre di sabato con l’immancabile prima fila tutta Renault, Arnoux davanti a Prost, e con Rosberg e Watson più indietro in griglia. E’ il gran giorno di Didier Pironi, che avrà destino avverso pure lui, che scavalca i due francesi nei primi giri e domina una corsa che lo vede avvicinare Watson, solo nono al traguardo, in classifica generale ad un solo punto, 30 a 29, mentre Rosberg inizia la sua lenta risalita piazzandosi sul podio.

A Brands Hatch il baffuto finnico conquista la sua prima pole-position ma è gioia di breve durata, al momento del giro di ricognizione la sua Williams rimane ferma per un problema di alimentazione e Keke è costretto a partire dall’ultima fila in griglia, abbandonando poi al cinquantesimo giro per lo stesso problema. Vince con largo margine Niki Lauda che precede le Ferrari di Pironi, che balza al comando della classifica generale con 35 punti, e della nuova recluta Tambay.

Il Gran Premio di Francia a Le Castellet è una sinfonia transalpina con le due Renault di Arnoux e Prost che una volta tanto traducono in gara quel che è il loro predominio nelle qualifiche, Pironi guida la Ferrari sul terzo gradino del podio e quando alla fine del campionato del mondo mancano solo cinque prove sembra poter prendere il largo in classifica, 39 punti contro i 30 di Watson e i 23 di Rosberg, quinto in corsa, che sembra fuori dai giochi.

Ma la sorte, come detto, crudele, gioca un tragico scherzo al pilota della Ferrari che nelle prove libere del sabato sul circuito di Hockenheim in Germania, dopo aver segnato il miglior tempo il venerdì pomeriggio, sotto la pioggia si schianta contro la Renault di Prost. L’incidente è tremendo, Pironi si salva ma si rompe le gambe e di fatto la sua stagione, così come la sua carriera, termina qui. Al solito Prost e Arnoux sono davanti a tutti ma dopo lo spunto iniziale di Piquet emerge Tambay con la Ferrari che dalla quinta posizione si porta al comando per andare a vincere precedendo proprio Arnoux e Rosberg, doppiato ma sul terzo gradino del podio: quattro punti preziosi per il finlandese che in classifica si porta a 27 punti, meno dodici dallo sfortunato Pironi ormai fuori dai giochi e dietro Watson, fermo ormai da troppo tempo con 30 punti.

Il Gran Premio di Zeltweg - da formulapassion.it
Il Gran Premio di Zeltweg – da formulapassion.it

Il campionato è ad una svolta e nel successivo Gran Premio d’Austria a Zeltweg Rosberg sferra il suo attacco rimontando dalla terza fila in griglia per chiudere la gara al secondo posto, in scia a Elio De Angelis che vince di una spanna in volata la sua prima gara iridata. Con questo risultato il finlandese riduce il divario da Pironi a sei punti e diventa il logico favorito, a tre prove dal termine.

Il sorpasso è cosa fatta al termine del Gran Premio di Svizzera a Digione, il capolavoro di Rosberg che si lancia al via all’inseguimento dell Renault dall’ottava posizione. Il finlandese con una condotta di gara aggressiva e spregiudicata tanto da rischiare l’incidente al momento del doppiaggio di De Cesaris, vince per la prima volta in carriera dopo una grande rimonta e guadagna la testa della classifica con 42 punti, lasciando Prost, secondo al traguardo e ormai avversario più accreditato in ottica mondiale, distante undici punti a quota 31.

Ma il Gran Premio d’Italia a Monza non porta fortuna al francese, non ancora “professore“, costretto al ritiro per un problema all’iniezione, e nel giorno in cui le due Ferrari di Tambay e Mario Andretti completano il podio alle spalle del vincitore Arnoux, Rosberg, solo ottavo, ha ormai il titolo in tasca: basta un punto al finlandese per tenere a bada l’unico pilota che ancora lo può raggiungere, Watson, che col quarto posto in gara è distante nove punti in classifica generale.

L’apoteosi di Rosberg si celebra a Las Vegas, il 25 settembre 1982, quando a Watson non basta una gran prestazione di rincorsa che lo vede chiudere al secondo posto. Vince uno splendido Michele Alboreto con la Tyrrell che monta motore Ford Cosworth ma la bandiera a scacchi issa Rosberg sul tetto del mondo, campione di Formula 1. La Ferrari chiude una stagione tragica col titolo costruttori.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...