PAT CASH, VINCITORE DI WIMBLEDON 1987

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Pat Cash in trionfo – da princetennis.com

Wimbledon 1987 ha lasciato in eredità alla storia del tennis due momenti memorabili: la straordinaria esibizione erbivora di Pat Cash e il primo caso di “scalata” al Player’s Box.

Patrick Hart Cash – questo il suo nome completo -, australiano 22enne di Melbourne, già da qualche anno stazionava nei quartieri importanti del ranking mondiale. Il suo bel tennis serve-and-volley gli aveva garantito un’esplosione precoce nel panorama internazionale, con la semifinale agli Open Usa del 1984, la finale casalinga agli Open d’Australia del 1987 persa con Edberg e due insalatiere d’argento in Coppa Davis. Sui tappetti verdi londinesi Cash si era già messo in luce negli anni precedenti, con la semifinale del 1984 e i quarti del 1986, ma quel luglio 1987 fu capace di alzare il livello del suo gioco a vette mai più raggiunte poi, anche perchè i guai fisici accompagneranno la sua carriera ben più dei trionfi sul circuito.

L’allievo di Ian Barclay si presentò a Wimbledon come testa di serie numero 11, fresco di una semifinale al Queen’s dove si era preso il lusso di battere Edberg, secondo favorito del torneo dopo Boris Becker. Il tedesco era il detentore degli ultimi due titoli ai Championships ma l’inatteso exploit del carneade Peter Doohan, killer di “Bum Bum” al secondo turno, aveva liberato il tabellone ed aperto agli outsiders la strada per la vittoria finale. Pat Cash era tra questi e dopo aver debuttato con l’americano Freeman, sconfitto netto 6-0 6-3 6-2, si era imposto al connazionale McNamee e all’olandese Schapers, a cui avrebbe concesso l’unico set del suo fantastico torneo.

Negli ottavi di finale il francese Forget si fece da parte, 6-2 6-3 6-4, così come Wilander fu liquidato ai quarti con un inequivocabile 6-3 7-5 6-4. In semifinale Cash giocò il match perfetto, demolendo un Connors lontano parente dell’irriducibile “Jimbo” già due volte vincitore del torneo in passato, 6-4 6-4 6-1, per poi completare il suo capolavoro in finale contro Ivan Lendl, numero 1 del mondo che una volta liberato di Becker ed Edberg credeva infine di poter conquistare Londra. L’incessante gioco d’attacco di Cash ebbe la meglio della contraerea da fondocampo del ceco, 7-6 6-2 7-5, e l’ultima voleè vide l’australiano, nel tripudio generale, dare un colpo irreversibile alla più che centenaria tradizione dei Championships scalando il palco riservato ai giocatori per abbracciare coach, fidanzata ed amici.

Fu la prima volta e da quel giorno il protocollo di Wimbledon non fu più lo stesso.

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